Oceani a 360°

Formazione e Ricerca / The Economist / 30 Settembre 2016


Analizziamo il caso di limitazione della pesca in alto mare attraverso questo video a 360 °; per fare questo ci trasformiamo in un tonno a pinna gialla per 'immergersi' dentro l'argomento.
L'oceano copre quasi tre quarti della superficie del pianeta, è il più grande ecosistema del mondo e i suoi organismi marini producono oltre la metà dell'ossigeno nell'atmosfera.
L'alto mare è il 64% del mare che non ha giurisdizione di un particolare governo e la quantità di pesce catturato è 40 volte più alto di quanto non fosse 60 anni fa.

Globalmente quasi il 90% delle riserve di pesce sono state sfruttate in corrispondenza o oltre i limiti sostenibili. La pesca in alto mare è costosa è per questo che i governi più ricchi forniscono sovvenzioni del valore di 8 miliardi di dollari l'anno, promuovendo una pesca ormai a livelli insostenibili.
In questo scenario l'ONU dovrebbe suggerire ai governi il contrario ovvero di pagare per non pescare in alto mare, incoraggiandoli a usare pescicolture sostenibili.

Inoltre, i governi dovrebbero espandere le riserve marine dal'attuale 1% al 30% della superficie totale del mare, creando aree di fecondazione e ripopolazione dei pesci.
Sicuramente questi cambiamenti creerebbero alcuni svantaggi per i paesi ricchi, che dovrebbero pagare per il monitoraggio delle riserve marine e sostenere un prezzo più alto del pesce per i consumi stimato intorno al 5%. Al contrario invece di benefici per i paesi meno ricchi dove il prezzo del pesce diminuirebbe in quanto più abbondante.
Negoziare questo accordo non sarà facile, ma se nulla sarà fatto presto le tecnologie di pesca in continua crescita renderanno il pesce scarso e comunque troppo costoso.