L'offerta da “riacquisto”

Mercati e Indici Finanziari / Financial Times / 24 Febbraio 2016


23 feb 2016 John Authers esamina l'idea che la ripresa di riacquisto dei titoli aziendali (buy back) abbia alimentato il contraccolpo delle azioni.

Il rialzo del petrolio sul mercato ha subìto un ulteriore vertiginoso calo dopo l’annuncio del ministro dell’Arabia Saudita che non sarà diminuita la produzione; questo ha visto le azioni cadere essendo i listini azionai strettamente correlate al petrolio in questa fase.

Vi è invece una notevole ripresa di fiducia nel mercato delle Utility rispetto al settore Finanziario i cui utili sono stati ripagati in questi ultimi giorni. Questo è un riflesso dell’affidabilità dei servizi delle Utilities e della preoccupazione per la redditività e i dividendi delle banche.

Durante il periodo 2009 S&P500 riacquisti di titoli, buy backs, e rendimento da dividendi del Dow Jones erano molto più popolari dell’S&P500, fino a quando l'anno scorso le azioni dell’S&P500 acquistarono notevolmente più popolarità fino a un calo significativo, che ha mostrato chiaramente che gli investitori hanno perso fiducia nel reinvestimento dei loro profitti in azioni (buy back) e preferiscono incassarli.

Questa situazione potrebbe essere spiegata con il termine "offerta di riacquisto". Le aziende non sono generalmente autorizzate a riacquistare le proprie azioni durante il periodo che precede l’annuncio dei loro utili, quindi con il volgere al termine della stagione dei report ci saranno più “offerte di acquisto” nel mercato che spingeranno al rialzo le azioni. Considerando tutti gli eventi nel corso dell'ultimo anno si potrebbe riassumere che questa ripresa non sarà particolarmente forte e potrebbe inoltre essere poco saggio aspettarsi che la ripresa possa continuare a lungo.