Coronavirus: la Cina salverà l'economia mondiale?

Mercati e Indici Finanziari / Financial Times / 27 Marzo 2020


James Kynge, redattore globale della Cina, spiega perché l'indebitamento cinese significa che probabilmente non il paese non potrà aiutare il resto del mondo con stimoli economici come aveva fatto nel 2009 dopo la crisi finanziaria. All’epoca la Cina aveva lanciato un pacchetto di stimoli della cifra di 590 miliardi di dollari che aveva permesso il riavvio dell’economia cinese e la ripresa anche dell’Europa e degli Stati Uniti.

Il Financial Times ha sviluppato un indice che permette di tracciare la velocità con cui l’economia cinese si sta riprendendo. Oggi, l’attività economica cinese è ben inferiore al PIL dell’anno scorso: i settori dell’immobiliare e della produzione energetica a carbone, oltre che il traffico stradale, stanno registrando un trend in rialzo, ma altri settori, come la vendita di biglietti del cinema e i traffici commerciali dei container, stanno avendo difficoltà nella ripresa.

Molti economisti si aspettano una forte ripresa della Cina nel secondo trimestre del 2020. Un altro elemento che differenzia la situazione cinese attuale da quella del 2009 è il debito: all’epoca, il debito del paese sul PIL era contenuto mentre oggi è molto alto, equivalente a quasi la metà del PIL mondiale.